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Valvole, che passione ! di Luciano Macrì
Oramai tutti ne parlano, tutti le cercano, tutti le impiegano; il fenomeno
valvole è stato recepito da una massa consistente di appassionati audiofili. Le
riviste, che all'inizio giudicavano questo fenomeno marginale, si sono buttate a
capofitto sui tubi elettronici ed i progetti valvolari, in base alla ormai nota
politica del "vai dove ti porta il cuore" (leggi "richiesta di mercato").
Stiamo perciò vivendo uno dei tipici momenti culturali all'italiana: la "moda
valvole". Oramai sembrano lontani i tempi in cui anche il sottoscritto veniva
considerato da molti "un tipo un po' strano" che si trastullava con le vecchie
valvole, insomma un eccentrico. Attualmente non è più un problema reperire
qualsiasi tipo di componente per costruire o riparare elettroniche valvolari e
anche l'offerta di tubi elettronici è di gran lunga superiore a quella degli
anni '60, ovviamente non per tutti i tipi. Purtroppo per molti è solo una moda e
solo per pochi l`alta fedeltà è oggetto di vera passione, di studio, di
divertimento ed ha come fine unico la riproduzione fedele della musica in
ambiente domestico. Di valvole se ne parla molto e, soprattutto, si cercano
"verità assolute" che non esistono. Tutto ciò che ci circonda, anche la cosa più
insignificante, appare, se esaminata al microscopio, molto più complessa di
quello che in realtà è. Con questo scritto perciò cercheremo di rendere ancora
più confuse le idee sull`argomento valvole; anche se in realtà cercheremo di
esaminare le valvole stesse al microscopio, ovvero di far capire qualcosa di
più, ma come noto "sa chi sa di non sapere".
Le valvole di ieri I tubi termoionici sono stati costruiti sino
agli anni '70 dai produttori dai nomi altisonanti e tuttora noti;
successivamente la produzione è continuata per l'Europa nei paesi dell'Est e per
l'America a Taiwan o comunque nei paesi orientali. Le valvole di più
frequente impiego nel settore audio si possono dividere in tubi di segnale e
tubi di potenza. Fra le prime si possono citare le ECC81/2/3/8, le 12BH7, le
6CG7 ecc; fra le seconde, le EL34, le KT88 e le 6550. Sin dagli anni '90 si è
scatenata in Italia una vera e propria ricerca frenetica delle valvole nuove ma
d'epoca, ovvero quelle che gli americani chiamano N.O.S. (new old stock). La
maggior parte di esse sono, o per meglio dire, erano disponibili o presso i
principali rottamai di materiale elettrico militare (surplus) o presso vecchi
negozi di ricambistica tv che conservavano in magazzino, magari in cantina, i
vecchi e cari tubi elettronici. In genere, le valvole provenienti dal settore
surplus hanno tutte la caratteristica di avere ottimi livelli qualitativi
essendo pensate perlopiù per l'impiego in apparecchiature militari. Un caso
diverso è costituito dalle valvole reperibili presso i rivenditori che ne hanno
ancora in magazzino certi quantitativi: presso di loro è possibile reperire del
buon materiale, che però spesso si rivela un po' meno interessante dal momento
che verso la fine dell'era valvolare venivano commercializzate valvole di
qualità non eccelsa. In genere però si trattava di pochi tipi di tubi e comunque
relativi al settore tv, come la PCL805, PCL82 ecc.
La qualità delle valvole del passato È veramente difficile fornire
concetti guida che siano sempre validi per il riconoscimento di valvole di
qualità, ma cercheremo comunque di dare notizie utili al riguardo. In generale,
le valvole di produzione americana sono sempre di qualità elevata. Un marchio
che è stato sempre ben commercializzato in Italia (precisamente a Firenze dalla
organizzazione GEB) era la General Electric: il livello qualitativo di questo
produttore, così come il prezzo delle sue valvole, era sempre più elevato
rispetto alle corrispondenti produttrici europee. Difficilmente una valvola G.E.
risultava difettosa ed anche la durata era estremamente lunga. Detto questo,
l'appassionato non deve però fidarsi ciecamente poiché verso gli anni '80,
quando le scorte di magazzino terminarono, la G.E. produsse alcuni tipi di
valvole in altri paesi, senza che questo venisse specificato né sul tubo e
neppure sulla scatola. Questi tubi risultano avere caratteristiche nettamente
inferiori rispetto ai tubi di vecchia produzione e ciò costituì motivo di
confusione poiché, come già detto, il paese di provenienza non risultava
impresso sulla valvola. A parte queste valvole, anche molti altri costruttori
affidarono la costruzione a ditte estere dove il costo della manodopera era
molto più basso. Perciò è fondamentale per l'utente capire l'anno di produzione,
poiché questo può cambiare notevolmente le cose. Attualmente sono reperibili
valvole 6550 marcate G.E. di costruzione anni '90: esse sono prodotte negli
Stati Uniti, ma dalla MPD sotto licenza G.E. e dunque non sono G.E. Un altro
fattore di cui tenere conto è quello relativo al livello qualitativo assoluto
delle valvole stesse, in altre parole del fatto che si tratti di tubi di prima
scelta, di seconda scelta, ecc. Potremmo ragionevolmente affermare, senza
problemi di smentita conoscendo personalmente l'ex importatore della G.E.
stessa, che le valvole di questo marchio presenti allora sul mercato italiano
erano tutte di prima scelta (naturalmente escludendo tutte quelle non prodotte
negli Stati Uniti). Anche il marchio Sylvania era importato dalla GEB di Firenze
e sicuramente le valvole di questo costruttore erano di livello qualitativo
elevato. G.E. e Sylvania fornivano anche i data sheet completi delle curve dei
tipi da loro prodotti. Questi dati, assieme a quelli di pochi altri produttori
(Philips, Telefunken, Siemens, ecc.), venivano in genere consultati dai
costruttori di tubi termoionici e dai costruttori di elettroniche valvolari. Il
sottoscritto ha potuto constatare personalmente la dotazione della vecchia
fabbrica fiorentina di valvole, la gloriosa Fivre, che dopo un periodo iniziale
di costruzione di tubi su licenza RCA realizzò in proprio la fabbricazione di
innumerevoli tipi di valvole. In questa fabbrica, appunto, venivano utilizzati i
data sheet originali dei tubi ed alcuni campioni stessi delle valvole da
"clonare"; dopo alcune "radiografie" si procedeva alla copia del tubo stesso in
un contesto che molto probabilmente era molto vicino a quello nel quale operano
attualmente le fabbriche cinesi (chi fosse interessato ad acquisire i data sheet
completi originali G.E. e Sylvania o altri mi contatti attraverso la redazione
di Suono). Riprendiamo il "filamento" del discorso. Un altro marchio molto
diffuso in Italia era, come tutti sanno, Philips, che costruiva valvole in molti
paesi fra cui Italia (Monza), Ungheria (ex Tungsram), ecc. In generale le
valvole prodotte dalla Philips erano tutte di buon livello qualitativo, e non
dobbiamo scordarci che molte valvole storiche furono a loro tempo progettate e
messe a punto dalla Philips stessa. Ma anche questo produttore sul finire
dell'epoca valvolare affidò la costruzione dei tubi termoionici alle imprese più
svariate; questo implica di nuovo che dobbiamo porre sempre attenzione al
periodo di costruzione. Altri marchi europei, meno presenti comunque sul
mercato europeo, si comportarono allo stesso modo; addirittura la Siemens
continuava (e forse continua tuttora) ad avere in catalogo alcuni dei tipi di
più corrente impiego come la ECC82/3, EL34 ecc, che erano sino a pochi anni or
sono fabbricate nella ex Germania dell'Est, di buona qualità ma mai come le
originali. Da notare che le stesse sono state per molto tempo commercializzate
con il marchio National (Richardson). Nel caso delle valvole Siemens è
estremamente facile riconoscere il periodo di produzione semplicemente dal
colore della scatola: le più vecchie hanno scatole di colore giallo e blu,
quelle della seconda generazione hanno scatole di un giallo più pallido e blu ed
infine la scatola attualmente in uso è diventata arancione e blu. Nel caso
della Telefunken pare invece che una volta cessata la produzione diretta di tubi
termoionici questa ditta smise di commercializzare del tutto le valvole e si
disfece sia delle catene di montaggio che delle valvole, tanto è vero che in
Italia, e precisamente a Firenze (alla GEB), arrivarono migliaia di EL34
Telefunken. Ah, dimenticavo di dire: non cercatele, sono terminate da anni! E
comunque non sono le mitiche valvole Mullard o Philips, e non sono niente più
che valvole fatte costruire nella Germania Est negli anni del comunismo (ovvero
del tipo slim incapaci di funzionare a tensioni elevate come le originali e
dunque di scarso valore). Abbiamo sinora parlato delle valvole circolate in
Italia e destinate al settore consumer. Non dobbiamo però dimenticarci del
mercato del surplus in cui sono finiti da sempre i prodotti, elettronici e non,
dei quali l'esercito si disfaceva o che le basi NATO italiane mettevano
all'asta. Per quanto riguarda le valvole, in generale si tratta in piccola parte
di produzione italiana (Fivre, Sicte), oppure di provenienza americana .
Per quanto riguarda la produzione Fivre, essa fu di notevole interesse a
partire dal periodo pre fascista sino agli anni '70. Questa industria permise
all'Italia di essere indipendente per quanto concerneva la produzione di valvole
nel periodo in cui la nostra nazione subiva le sanzioni economiche dei paesi
alleati. I due stabilimenti, di Firenze e Pavia produssero spesso tubi
elettronici di elevato livello qualitativo. Purtroppo questo costruttore, nel
tentativo di rimanere concorrenziale rispetto agli altri produttori, nel
dopoguerra pian piano scese di qualità, soprattutto allorché mise in produzione
cinescopi tv bianco e nero. Occorre dire anche che molto spesso i costruttori
preferirono rimarcare valvole di altri produttori invece di costruirne di nuove
poiche` sovente le quantità in gioco erano molto basse e tali da non costituire
interesse per una eventuale produzione: anche la Fivre utilizzò questa pratica
commerciale e non è infrequente reperire 6L6GC o altri tubi marcati Fivre ma
prodotti negli Stati Uniti. Per quanto concerne il settore audio, alcuni anni or
sono le valvole Fivre venivano prese a calci, ma attualmente pare che ricevano
molti consensi dagli audiofili: verità o moda? Provate infatti a parlare di
valvole Kenrad, marchio americano di qualità; Carneade pardon, Kenrad, chi era
costui? Beata ignoranza sempre più imperante. A proposito, ma chi era Carneade?
Nel settore surplus le valvole maggiormente diffuse sono quelle americane;
fra queste un marchio che sicuramente ha sempre prodotto valvole di eccezionale
livello qualitativo è Tung Sol, o Chataam, che poi è sempre Tung Sol. Altri
marchi che, a differenza di Tung Sol, sono più facilmente reperibili nel settore
surplus sono: G.E. Sylvania, C.B.S., Ken-Rad, ecc. Purtroppo da questo settore
possono uscire solo alcuni tipi di valvole e, soprattutto, le finali audio
classiche EL34, KT88 ecc. sono pressoché assenti, anche perché le
apparecchiature militari erano ovviamente pensate per fare la guerra, non certo
per ascoltare buona musica. Generalizzando possiamo affermare che le valvole
reperibili sono comunque tutte di livello qualitativo elevato poiché
appositamente commissionate e con uno standard qualitativo militare da
rispettare .
Un filone interessante, in parte ancora da esplorare, è costituito dalle
valvole telefoniche; anche questi tubi venivano commissionati appositamente per
applicazioni professionali e dunque il livello qualitativo doveva essere alto.
Queste valvole sono presenti ancora sul mercato in buona quantità e provengono
chiaramente dallo svuotamento dei magazzini delle centrali telefoniche. Fra i
tubi nati per applicazioni telefoniche e che presentano caratteristiche e motivo
di interesse audio sono da citare le PT8/TS8, le PT9/TS9 fra i triodi di segnale
a riscaldamento indiretto, e le PT49/TS49 e 311 fra i pentodi;
questi ultimi si prestano meravigliosamente al pilotaggio dei triodi finali a
riscaldamento diretto come 300B, 211, 2A3, AD1, nonché di altri, quali la 6C33.
A differenza dei classici pentodi piloti, quali la 310A, la 6SJ7, la EF184, ecc,
questi pentodi riescono a pilotare appieno il triodo finale in quanto hanno
caratteristiche intermedie fra pentodi di segnale e pentodi
finali.
Criteri di scelta delle valvole. Fra le domande che
più spesso gli appassionati di elettroniche valvolari mi pongono, una riguarda
la marca delle valvole da utilizzare: domanda vaga, alla quale non si può dare
una risposta che non apra una infinita discussione. Dando per scontato il
concetto che la sostituzione di una valvola con un'altra di marchio o di lotto
differenti produca una qualità sonora diversa, ritengo che sia praticamente
impossibile consigliare un tipo od un altro perché ciò che suona bene per alcuni
può non suonare affatto bene per altri. Come abbiamo poi già visto, la marca non
dice tutto: bisogna considerare il periodo di costruzione, la circuitazione
nella quale la valvola si trova a lavorare, e via dicendo. A complicare la
scelta delle valvole ci sono inoltre anche altre motivazioni pratiche. Nel 1993
sul mercato comparve un piccolo stock di valvole Mullard, che non recavano ad
onor del vero l'indicazione "made in England". Ebbene, con molta probabilità
queste valvole erano le rimanenze di quelle costruite dalla Tesla cecoslovacca o
da altre ditte polacche per la Mullard inglese nell'ultimo periodo dei tubi
elettronici. La loro qualità, in genere, era buona, ad un attento esame visivo
si poteva notare una differenza dovuta ai diversi materiali impiegati nella
costruzione. Alcuni "salumai" esperti sentenziarono che si trattava di valvole
false, ovvero rimarcate con timbri falsi, ma ritengo che ciò non corrispondesse
a verità, ed è chiaro come ciò non corrisponde a verità mettendo in evidenza
l'inesperienza del venditore. Spero così di aver chiarito quanto sia
difficile adottare criteri di scelta semplici e come sia altrettanto difficile
esprimere giudizi assoluti. Non esistono certezze assolute, esiste solamente un
assoluto bisogno di certezze: una valvola che risulti microfonica in un
circuito, può non esserlo in un altro. Infatti sono diversi i parametri di cui
tener conto come il punto di lavoro ecc.: in alcuni circuiti un tubo viene
spremuto al massimo per far sì che il numero delle valvole sia minimo (il caso
di alcuni pre americani), ma le condizioni di lavoro così diventano estremamente
critiche. La cosa migliore che il "consumatore inesperto" possa fare è di
affidarsi a degli specialisti seri e competenti che abbiano la preparazione
necessaria per capire le specifiche tecniche dei prodotti da loro venduti.
Vendere componentistica specializzata non è come vendere panini imbottiti,
occorre conoscere bene ciò che si vende altrimenti è di gran lunga preferibile
aprire una paninoteca appunto (oltretutto di questi tempi dovrebbe essere molto
più remunerativo). Purtroppo molti commercianti affermano di avere la
competenza e la preparazione per vendere componentistica elettronica, ma ahimè,
spesso non è così e molti morti rimangono sul campo di battaglia (vedi valvole
che scoppiano dopo pochissimo tempo). Capita anche di notare sbigottiti che
la sigla stampata sulla valvola, volenti o nolenti, non corrisponde alla valvola
in questione. Un esempio è la 45 venduta da un noto distributore di valvole
americano, che altro non è che una 2A3 truccata (quando mai è esistita una 45
biplacca?); oppure ci sono 76 che non sono altro che delle valvole 37 rimarcate,
e l'elenco potrebbe continuare. Un buon commerciante rende prontamente al
distributore questa valvola, altri non se ne preoccupano minimamente e perciò
seminano problemi che non fanno altro che allontanare l'appassionato dal mondo
delle valvole. Dobbiamo dire che negli ultimi anni i magazzini contenenti
valvole NOS sono stati letteralmente svuotati, data la notevole richiesta di
tubi di qualità. Attualmente sul mercato, a parte delle piccole rimanenze N.O.S.
destinate a salire di prezzo, sono disponibili principalmente valvole costruite
negli Stati Uniti, in Russia e in Cina . Negli Stati Uniti vengono prodotte
valvole destinate principalmente al settore delle telecomunicazioni (vedi
Eimac). Per quanto concerne il settore audio vengono attualmente prodotti
pochissimi tipi di valvole fra le quali: KT88, 300B, 6550A. Le prime due sono
prodotte dalla Cetron, la 6550A è invece prodotta, come già detto, dalla MPD su
licenza G.E. La qualità di queste valvole è a detta del costruttore molto
elevata. Nel caso della KT88 la qualità dichiarata dal costruttore è
praticamente quella delle famosissime Gold Lion, mentre per la 300B, essa è la
sorella gemella della WE, così come la 6550A è di ottima qualità. Il prezzo
delle KT88 e delle 300B è molto elevato, così che molti appassionati, pur
possedendo apparecchi da 60 milioni, non ritengono giusto spenderne pochi in più
per il set di valvole finali. Posizione molto particolare, ma piuttosto diffusa
almeno da noi in Italia: sarà la crisi, sarà quello che sarà, ma l'appassionato
si mette in testa un ipotetico prezzo (in genere un quarto o un quinto di quello
reale) e non è affatto disposto a impiegare valvole di qualità e quindi più care
dello standard da lui prefissato, che gli garantirebbero un buon ascolto per
molti anni. A proposito dei tubi costruiti attualmente dobbiamo dire che riesce
molto difficile giudicare a priori se il rapporto prestazioni prezzo è buono
oppure no. La cosa che ritengo sia la migliore è quella di chiedere al
costruttore un dato che in passato era ritenuto fondamentale, ovvero la vita
media del tubo stesso. Il costruttore in genere fornisce solo il periodo di
garanzia e molte volte neppure quello. Se vi venisse in mente di acquistare una
300B Cetron sappiate che il costruttore la garantisce per 1.000 ore oppure per
la durata di una anno, ma, udite udite, dal momento di vendita al negoziante e
non all'utente. Ad un carissimo amico è capitato di ritrovarsi esaurite le sue
300B Cetron dopo meno di 1.000 ore e alle ripetute richieste di durata media la
Richardson Italia e, soprattutto, la casa madre americana, hanno sempre
glissato; il lettore tragga le dovute conclusioni. Speriamo che invece la 300B
AT&T, che ha acquisito recentemente il diritto a fabbricare la 300B Western
Electric, fornisca dei tubi di maggior livello qualitativo: le prime valvole
arrivate in Italia sono andate in fumo dopo brevissimo tempo, pare invece che le
ultime promettano bene. A proposito delle valvole 300B AT&T, è notizia
curiosa che parte delle apparecchiature allestite per la loro produzione
provenga dall'Italia ed esattamente da Torino. Riguardo le valvole andate in
fumo pare che la questione sia stata ampiamente contestata dal produttore al
diretto interessato e la causa sia stata imputata ad una cattiva polarizzazione
della valvola stessa. Riteniamo certo che un investimento così importante da
parte di una ditta del calibro della AT&T non possa portare altro che alla
produzione di un tubo di elevatissima qualità. Notizia dell'ultima ora: le
riviste americane di alta fedeltà pubblicizzano la WE300B AT&T assicurando
una vita di 40.000 ore. Naturalmente se correttamente impiegate. Se ciò fosse
vero il costo di questo tubo sarebbe in verità molto basso. A parte
pochissimi tubi prodotti negli Stati Uniti, tutti gli altri sono di produzione
cinese, o in piccola parte, sovietica. Le fabbriche cinesi, sotto controllo
statale, sono in grado, dato il basso livello economico del paese, di mettere in
ginocchio qualsiasi tipo di concorrenza sul piano dei semplici e puri prezzi di
produzione. In Cina vengono prodotti oramai innumerevoli tipi di valvole ed ogni
giorno, se esistono le condizioni favorevoli, ne entra in produzione un tipo
nuovo. Poiché il fabbricante non fornisce nessun dato su quanto prodotto, è
veramente difficile esprimere un giudizio sulla qualità. Oltretutto ricordiamoci
che le caratteristiche qualitative variano da produzione a produzione, e ciò che
è vero oggi può non esserlo più fra una settimana con l'arrivo del nuovo lotto.
Allorché si acquista una valvola cinese anonima ci si domandi: di che lotto è?
Ha già passato una selezione? ecc. Ciò che toglie ogni dubbio, come saggiamente
afferma un noto importatore fiorentino di valvole cinesi, è il prezzo. Per
quanto concerne le valvole di produzione russa dobbiamo subito dire che in
questo paese, come del resto nei paesi dell'Est, la produzione dei tubi
elettronici non si era mai arrestata. Oltretutto la Russia è un paese nel quale
esiste abbondanza di materie prime, dunque non c'è da stupirsi se in generale il
livello qualitativo è piuttosto buono, almeno per quanto concerne la costruzione
meccanica ed il funzionamento elettrico (altra questione è la loro
"musicalità"). Dunque, e soprattutto per quanto riguarda la produzione militare
(ovvero professionale), la qualità è elevata. Le valvole russe sono diventate
famose nel mondo grazie a quella operazione commerciale che si chiama Sovteck.
Questo marchio, regolarmente registrato, è di proprietà di una ditta americana
ed ha permesso la regolare distribuzione di questo particolare tipo di prodotto
da un paese dal quale è sempre stata difficile l'importazione. Alcuni tipi di
valvole commercializzate dalla Sovteck sono diventati oramai famosi in tutto il
mondo: basti pensare alla 6922 che ha trovato subito impiego in molti
preamplificatori americani. Anche nel caso delle valvole russe il prezzo ne ha
comunque determinato il successo: da un punto di vista sonico per le valvole
corrispondenti europee sembrano offrire, a giudizio di molti, un musicalità
maggiore. Altre valvole di produzione russa che sono divenute di largo
impiego sono: la 5881 (ovvero la 6L6GC di tipo professionale), la 12AX7W, la
5U4G ecc. Una valvola, invece, completamente nuova al di fuori della Russia è la
6C33C , ovvero un doppio triodo di potenza a bassa resistenza interna: si tratta
praticamente di un equivalente russo della 6336A americana. Questa valvola, nata
per essere utilizzata nei circuiti di alimentazione delle apparecchiature
militari, è stata lanciata commercialmente dalla Sovteck come miglior triodo
audio; in realtà la sua utilizzazione ottimale rimane confinata negli OTL (vedi
l'italianissimo Graaf ecc.), anche se, impiegata in singolo stadio, può offrire
una potenza di uscita ed una qualità sufficientemente elevata (vedi la rivista
Audion n. 9). In generale comunque le valvole russe, e dunque le Sovteck,
sono di livello qualitativo abbastanza elevato, anche se le prestazioni musicali
vanno valutate molto attentamente. Una della valvole russe che aveva suscitato
molto interesse è stata la 6550WA che, dopo una iniziale facile reperibilità, è
scomparsa dai listini Sovteck: si trattava evidentemente di un fondo di
magazzino rapidamente esaurito a cui non è seguita una rimessa in produzione,
probabilmente perché le previsioni di vendita non erano rosee dato che in
commercio era già presente il tipo americano G.E. La Sovteck fa produrre in
Russia le 6L6GC, le EL34, la 300B, la ECC83 ed altre. Notizia dell'ultima ora:
la Sovteck ha annunciato la disponibilità della valvola 6550WD. Si tratta, a
detta del costruttore, di una versione con caratteristiche molto migliori
rispetto al tipo normale. Ultimissime notizie: la Sovteck ha messo in produzione
un modello di KT88 tipo la vecchia RCA, con caratteristiche dichiarate migliori
di quelle attualmente in circolazione. Si tratta senza dubbio di una guerra
senza esclusioni di colpi. Oltre alla Sovteck, un altro distributore, sempre
americano, commercializza valvole russe: si tratta della Svetlana. Questi ha
messo in produzione la 6550, la 300B ed inoltre una specie di 811 e di 572
modificate (anodo non in testa, ma sullo zoccolo). A questo punto abbiamo
praticamente esaurito il nostro panorama sui costruttori di valvole, anche se a
dire il vero esistono altri piccoli costruttori, quali il cecoslovacco VAIC che
è riuscito a costruire valvole tipo 300B (VV30) ed altre simili che, almeno
sulla carta, offrono delle prestazioni qualitative estremamente buone. L'unica
nota dolente è data dal fatto che non è possibile capire se in futuro sarà
possibile contare sull'approvigionamento di queste valvole, ovvero se la
produzione proseguirà nel tempo. Numerosi tentativi di entrare in contatto con
il costruttore, che tra l'altro abbiamo conosciuto personalmente, sono
miseramente falliti; nessuna risposta ai ripetuti fax e messaggi telefonici.
Improvvisamente dopo tre anni di tentativi, ci ha contattati lui: beh mi sembra
decisamente un tempo eccessivo lungo per una risposta. Unico dato certo è
che una ditta giapponese ha acquistato a suo tempo un lotto di queste valvole ed
è una delle pochissime a poterne disporre. Un'altro costruttore che ha
ripreso l'attività è la Tesla che si limita comunque a produrre i tipi EL34,
E34L, KT88 e ECC83. Ricordiamo inoltre la EI, ditta costruttrice jugoslava
che aveva interrotto la produzione durante la guerra e che pare avere notevole
esperienza per produrre innumerevoli tipi di valvole. Un'altra possibilità di
acquisto di valvole per uso audio è data dalle ditte, in genere inglesi o
americane, che offrono valvole normalmente di produzione cinese, ma selezionate.
Queste affermano che attraverso selezioni più o meno accurate possono fornire
valvole di qualità molto elevata. Naturalmente è molto difficile capire quanto
effettivo serio lavoro ci sia dietro queste selezioni. Alcune di queste ditte
affermano addirittura che le valvole sono costruite sotto loro specifica e
controllate dai loro tecnici, oppure appositamente per loro. Una delle ditte
selezionatrici più famose è la Gold Aero. Questa ditta americana seleziona e
commercializza valvole per uso audio da molti anni; in Italia esisteva, a
Cesena, un distributore Gold Aero che dopo poco tempo ha desistito,
probabilmente dato il costo elevato di questi tubi. Attualmente, dunque non
esiste altra possibilità che acquistarle direttamente negli Stati Uniti. Tutti i
tubi venduti dalla Goldc Aero hanno la garanzia di quattro mesi. La maggior
parte delle loro valvole sono di produzione cinese, oppure N.O.S., e passano
attraverso tre stadi di selezione. Le valvole vengono testate inizialmente per
rumore, microfonicità e guadagno. A questo punto diventano Premium Gold o
Platinum. Successivamente viene controllata la transconduttanza (Gm), la
corrente di placca (Ib) e la corrente di griglia (Ic1) ecc. Tutti i tubi che non
superano questi test, o che non sono accoppiati internamente, vengono tolti o
messi da parte. Dove vanno? Non è dato sapere: meditate gente, meditate. I tubi
destinati alla serie Platinum (la più costosa) vengono selezionati mediamente in
risposta a segnali impulsivi, risposta in frequenza e, come ritardi, mediante
una analisi computerizzata denominata Fast Fourier. I risultati di questi
controlli vengono acclusi assieme ai tubi. In pratica, una valvola Platinum è
la migliore fra migliaia selezionate. La Gold Aero afferma questo in base a
misure accurate e test di ascolto: una valvola così selezionata, essi affermano,
è capace di suonare meglio di altre non selezionate. Inoltre questa selezione,
sempre a detta loro, porterebbe un miglioramento nella messa a fuoco e una
maggior profondità dell'immagine audio, rendendo l'ascolto insensibile ai
difetti di rimbalzi e ai transitori alle basse frequenze. Tubi così
selezionati presentano un livello di rumore molto più basso, maggior dettaglio
spaziale, nonché dettaglio musicale più sottile. Le valvole della serie Platinum
sono tutte di segnale: ECC81-2-3-8 o 6CG7, E188CC, ed il loro costo è di soli 80
dollari circa. Sempre per fornire una indicazione al lettore, diremo che le
stesse valvole, ma della serie Premium, costano un quarto. Un'altra ditta
selezionatrice famosa è la RAM, sempre americana, che offre valvole di segnale e
di potenza di due diversi tipi. Le prime, in genere cinesi, sono offerte come
SLN (super low noise ovvero a bassissimo rumore) o LN (low noise, basso rumore)
oppure SG (standard grade). Le SLN sono ovviamente adatte per lo stadio fono, le
LN sono di livello superiore alle valvole normalmente reperibili e le SG sono
economiche, ma comunque selezionate per il basso rumore. Normalmente tutti i
doppi triodi sono accoppiati e selezionati, onde ottenere tubi con
caratteristiche molto simili fra loro. I tubi di pilotaggio vengono testati per
corrente di riposo e per guadagno, ed in diversi punti di lavoro. Come sappiamo,
infatti, per il funzionamento ottimale di uno stadio push pull sono richiesti
degli accoppiamenti stretti fra le valvole stesse. Ogni valvola viene garantita
per 90 giorni. Per quanto concerne i tubi finali, la RAM adotta dei sistemi di
testaggio di griglia schermo (300, 350, 400 e 450 V). I parametri presi in
considerazione sono: il negativo di griglia (bias) richiesto per avere 50 m.A di
corrente ad una data tensione di griglia schermo, conduttanza mutua con una
corrente di 50 m.A, corrente di griglia in microampere, corrente di schermo,
corrente di picco sotto un test impulsivo. L'accoppiamento dei tubi è assicurato
entro il 5% di accuratezza di bias e al 10% di conduttanza mutua. Tutto ciò
assicura bassa distorsione ed un funzionamento ottimale. Un'altra ditta
americana che offre una vasta gamma di tubi selezionati per uso audio è la Ruby:
le valvole di potenza sono testate per conduttanza mutua e bias, senza però
seguire tutti i test selettivi della RAM o della Gold Aero. Dobbiamo comunque
dire che questa ditta offre già una buona selezione a prezzi molto
bassi. Vogliamo poi aggiungere che, a richiesta, anche ditte quali la Sovteck
forniscono valvole selezionate. Fra le ditte inglesi che offrono valvole
selezionate, la Golden Dragon non fornisce molte specifiche riguardo i
procedimenti usati e si limita solo a dire che le valvole sono tutte selezionate
per le migliori prestazioni audio. Le valvole Golden Dragon sono
commercializzate dalla PM, una ditta inglese molto ben conosciuta a livello
internazionale, che si avvale di tecnici molto ben preparati e che le consentono
di commercializzare valvole per uso audio che non hanno niente da invidiare ai
tipi NOS, che a volte, addirittura, sono migliori giacché espressamente
progettate per uso audio. Praticamente il catalogo Golden Dragon copre tutte
le esigenze audio a prezzi molto competitivi. Fra le valvole di segnale
disponibili esiste una serie speciale, ovvero E81/2/3/8CC, EF86, a bassa
microfonicità e basso rumore, dalle caratteristiche veramente notevoli. Per
quanto riguarda le finali vogliamo ricordare le 300B che sono disponibili in tre
versioni: normale, grafitata 4300B e al titanio, ovvero un vero e proprio
gioiello. Esistono inoltre delle versioni di KT66 e KT88 che sono la vera
replica fedele delle versioni GEC, ovvero un mito, e oltre ad essere una replica
ben fatta anche hanno un prezzo abbordabile, molto contenuto. Insomma, una ditta
seria che grazie ai notevoli e continui investimenti ci permette di usufruire di
una qualità elevata. Oltre alla qualità, la Golden Dragon offre il vantaggio di
essere presente in tutto il mondo (anche in Italia naturalmente) con dei
distributori ed un listino "vero", non fittizio. Molti appassionati non
ritengono che la qualità dei tubi alla quale si può arrivare con queste
selezioni sia tale da giustificare il prezzo molto più elevato. Dobbiamo dire
che è difficile rispondere a questo interrogativi, possiamo solamente pensare
che allo stato attuale delle cose questa è l'unica possibilità che abbiamo per
reperire valvole di qualità. Ci troviamo davanti al solito problema, ovvero
possibile qualità a basso costo (concetto utopico). Se pensiamo alle vecchie e
care KT88 Gold Lion ci si può subito rendere conto che la qualità che quelle
erano in grado di offrire non si può ottenere a basso costo. A proposito della
KT88 Gold Lion molti non sanno che il test di rodaggio della valvola ammontava a
mille ore, un tempo che per molti tubi fabbricati ora costituisce già il massimo
della vita della valvola. E, credetemi, le KT88 Gold Lion duravano anni ed anni.
Ecco che, se ci proviamo a rifare una valvola con questi standard (vedi Cetron)
il prezzo per forza di cose arriva alle stelle, almeno dieci volte quello di una
cinese.
Conclusioni Speriamo con questo articolo di aver contribuito a
chiarire i dubbi che molti appassionati esprimono. Purtroppo occorre che ognuno
comprenda che le elettroniche valvolari sono molto più costose di quelle
analoghe a semiconduttori, che le valvole hanno una vita estremamente breve
rispetto allo stato solido e che, soprattutto, la loro costruzione rimane sempre
molto artigianale ed impegnativa. Per il consumatore diciamo che, come sempre,
bisogna essere esperti e cercare, attraverso la conoscenza che annulla
l'ignoranza, di poter effettuare delle scelte giuste; per fare ciò occorre
documentarsi o affidarsi ad operatori seri, sempre che riusciate a trovarli.
Bisogna comunque tenere presente che la scelta della valvola giusta rimane
sempre difficile ed occorre stare molto attenti al condizionamento pubblicitario
che può far sì che un prodotto di bassa qualità si trasformi, a suon di milioni,
in un mito. Come già detto si consiglia al lettore di indirizzarsi
all'acquisto di tubi costosi, di esigere sempre alcuni dati essenziali: periodo
e clausole di garanzia, vita presunta del tubo.
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Luciano
Macrì
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