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"PF3"  Preamplificatore Linea SRPP a valvole

Tubes SRPP Line Preamplifier  

Alimentazione con induttanza di filtro + filtraggio elettronico a Valvole

Choke inductors & Tubes, electronic filter Power Supply

Progetto di Paolo Franceschi/Digitex

Paolo Franceschi/Digitex Project

Finalmente... Presentato su Costruire HI-FI n° 59

Non più  Disponibile   -  Not more available


Kit Base    Base Kit 

 

Descrizione Description

KIT stereo PF3 Base da assemblare

(escluso Valvole cabinet ed accessori)

Base Complete stereo PF3 kit, to assemble (without Tubes ,Cabinet & Accessories)

Il Kit base comprende: il circuito stampato doppia faccia, 1 trasformatore di alimentazione a lamierini, gli zoccoli, tutti i componenti elettronici (condensatori Polipropilene, elettrolitici Sic-Safco, resistenze, ecc..) schemi elettrici e manuale dettagliato con le istruzioni di montaggio e collaudo.

Base Kit Included: double side printed board, E+I power supply transformer, socket, all electronics components (Polipropylene capacitors, Sic-Safco electrolytic capacitors, resistors etc..) electrical shematic, detailed manual with assemblage & tested instructions (only Italian Language)

 

Richiedere Preventivo   -    Ask for quotation

Non più  Disponibile   -  Not more available

 

Parti Staccate (acquistabili separatamente dal Kit )     Detach  Parts

 

Descrizione Description
Circuito Stampato stereo doppia faccia con solder resist completo di istruzioni schemi e manuale di montaggio Stereo Printed Board double side with solder resist,electrical schematic,detailed manual with assemblage & tested istructions (only Italian Language)
Trasformatore di alimentazione 220-230 V 80 VA a lamierini (con secondari per alimentare eventuale scheda Phono SLT4PH, telecomando, ritardo accensione) E+I Power Supply transformer 220-230 V 80VA (windings for supply Phono corcuit SLT4PH, remote control, and delay circuit)
Trasformatore Toroidale di alimentazione DTAT 80 resinato e schermato in conteniitore metallico (in alternativa al trasformatore standard E+I) Toroidal Power supply transformer DTAT 80 metallic can shielded & potted (alternative to standard E+I transformer)
Induttanza di filtro LF 20/25   Filter Choke LF 20/25 for power supply 

 

 

 

Accessories

Potenziometri, commutatori, interruttori, Connettori, cavi cablaggio ecc..a scelta dal ns sito

Potentiometers, switch, RCA, wire cables, ecc.. pick out from our Web Site

 

 

 

 

CaratteristicheTecniche  

  Technical Specifications Valori/Value
Risposta in frequenza -3db Frequency Range -3db
Sensibilità ingresso  Input Sensitivity  -
Impedenza d'ingresso Input Impedance -
Impedenza di uscita  Output impedance < 600 Ohm
Massima tensione in uscita Max output voltage 80 V
Guadagno Gain 16 db
Alimentazione Supply Voltage 220 V 50 Hz
Consumo Max Power  consumption ... W
Peso Weight ...Kg
Dimensioni totali (LxPxH) Outside Dimensions (WxDxH) -

 

Assemblaggio

  Assemblage

circuito stampato (mm185x175)

Printed Board (mm 185x175)

 

Valvole utilizzate    Utilized Tubes 

3 x 6SN7    1 x 5AR4/GZ34

Non più  Disponibile   -  Not more available

 

Descrizione e filosofia di progetto

FINALMENTE E’ NATO.

 Si chiama PF3 ed è un preamplificatore linea, in kit, ovviamente a valvole.

Forse non ci credeva più nessuno visto che è stato annunciato una infinità di volte (ad esempio a Roma Hi Fi all’inizio del 1998) e che agli hobbisti che di quando in quando chiedono sue notizie è sempre stato dato per “imminente”, senza però riuscire a dare una data di inizio commercializzazione. Penso che neppure Digitex ed Audiokit sperassero più che questo oggetto da me sempre dichiarato “quasi pronto” venisse alla fine concluso.

Perché questa storia? Dobbiamo tornare un po’ indietro nel tempo.

Fra i progetti da me firmati e realizzati in kit commercializzati da Digitex ed Audiokit è presente ormai dal 1992 un solo preamplificatore di linea, il PF2, ottimo oggetto che utilizza due valvole noval, semplice da montare e di funzionamento sicuro, venduto in varie centinaia di esemplari e che ancora continua egregiamente a reggere il mercato. Più o meno quattro anni fa da chi si occupa della parte commerciale sono cominciate insistenti pressioni per realizzare un nuovo progetto (forse non pensando che il PF2 potesse avere una vita così lunga), con indicazioni per realizzare un apparecchio con caratteristiche sonore almeno corrispondenti al suo predecessore ma con maggiore flessibilità riguardo la scelta dei componenti da montare, in particolare per i condensatori di accoppiamento, visto che sul PF2 le possibilità di scelta sono piuttosto limitate e chi lo costruisce è praticamente costretto ad utilizzare la componentistica che io ho scelto al momento del progetto. Io ho effettivamente cominciato a lavorare su questo nuovo oggetto, allargando però la visuale rispetto alle richieste fattemi e tentando di sviluppare un qualcosa che fosse contemporaneamente abbastanza innovativo ma anche relativamente economico, e che si collocasse per quanto riguarda le prestazioni sonore ad un livello superiore.

Le mire devo dire che erano abbastanza ambiziose, ma dopo un certo periodo di studio è nato un primo prototipo (tuttora funzionante nel mio laboratorio) basato su un SRPP di 6SN7 e dal quale era bandita ogni forma di semiconduttore, eccetto per il raddrizzamento dei filamenti. In pratica venivano utilizzate 3 valvole, le due 6SN7 ed una 6X4 in funzione di raddrizzatrice. Il filtraggio della tensione di alimentazione era realizzato con due reti induttive, una per ogni canale, e per i filamenti (divisi fra valvola “bassa” e valvola “alta”) con un semplice ma robusto condensatore elettrolitico.

Ma non ero soddisfatto. Suonava bene, questo sì, ma senza avere realmente quel “qualcosa di più” che giustificasse la messa in produzione di un nuovo apparecchio. Oltre tutto l’assenza della stabilizzazione a stato solido faceva bene al suono, ma lo portava ad avere una eccessiva sensibilità alle variazioni di tensione di rete. Inoltre la configurazione in SRPP è particolarmente sensibile alla qualità dell’alimentazione, cambiando radicalmente suono se ci sono dei problemi.

La scelta della 6SN7 si era rivelata giusta, sono delle belle valvole, suonano bene, costano abbastanza poco e sono facilmente reperibili. Negativa invece la scelta della 6X4, non per la qualità ma per il prezzo e per la reperibilità. Era stata scelta per il filamento a 6,3V e per il catodo a riscaldamento indiretto, particolari che permettevano di alimentarla insieme con la 6SN7 “alta”, ma ho preferito nella versione definitiva sostituirla con una GZ34 aggiungendo un avvolgimento sul trasformatore di alimentazione per il filamento.

Per cercare di raggiungere soddisfazione avevo due strade. La prima era quella di aggiungere la stabilizzazione alle tensioni di alimentazione anodica, strada già esclusa in partenza per i presupposti di progetto che mi ero posto (niente stabilizzatori a semiconduttore e, per ragioni di costo, niente stabilizzatori a valvola), la seconda quella di mettere dei grossi condensatori di filtro al posto dei 47µF presenti dopo il filtro induttivo. Anche questa soluzione non mi affascinava, normalmente i condensatori di grossa capacità hanno una induttanza interna abbastanza elevata che, anche se compensata parallelandoli con dei piccoli polipropilene, porta ad una perdita nel dettaglio alle alte frequenze e ad un sensibile “rigonfiamento” dei bassi. Alla fine ho optato per una terza via poco battuta da altri progettisti, quella di mettere sull’alimentazione un filtro elettronico a valvola. I vantaggi, sulla carta, sono notevoli: Ripple estremamente basso, pressoché totale insensibilità dinamica alle variazioni di rete grazie ad un tempo di assestamento di alcune decine di secondi, possibilità di porre dei condensatori abbastanza piccoli direttamente sulle alimentazioni delle valvole, separazione totale fra i due canali, tale da poter mettere un solo filtro induttivo comune all’ingresso dei filtri elettronici e mantenere comunque una elevatissima reiezione fra un canale e l’altro.

Anche all’ascolto i risultati sono stati validi. Temevo un po’ di quell’effetto di appiattimento della dinamica e di indurimento del suono che si ha normalmente quando si utilizzano alimentazioni stabilizzate, invece ho ottenuto un suono estremamente dinamico, particolareggiato, completo ma nel contempo dolce e musicale. La strada era quindi quella giusta, quello che era necessario per questo tipo di preamplificatore era proprio un circuito di alimentazione come questo.

Unico inconveniente il nome dato all’apparecchio: PF3 significa Paolo Franceschi ed il 3 indica il numero delle valvole utilizzate, 3 nel progetto originale e 4 nella versione definitiva. Per risolvere questo gravissimo problema ho fatto finta che il 3 sia un numero progressivo, in effetti il PF3 viene dopo il PF2. Peccato manchi il PF1……

A parte gli scherzi, in poche parole vi ho portato attraverso tre anni di storia di questo pre. In questi tre anni sono stati fatti una infinità di ascolti nei più vari ambienti, con un po’ tutti i tipi di altri apparecchi collegati a monte e a valle, con ogni volta piccoli aggiustamenti per ottenere quanto di meglio possibile.

Il quarto anno di vita di questo progetto, quello appena trascorso, è invece storia di ordinaria follia: messa a punto del layout del circuito stampato, studio dei percorsi di massa e di alimentazione (non esiste una soluzione valida per ogni apparecchio, ognuno vuole la sua), altre piccole variazioni nella disposizione dei componenti ed anche dei valori. Ed ovviamente altri ascolti, sempre più approfonditi.

E finalmente sono a posto: il suono mi piace, il rumore è quasi inesistente, il circuito stampato va bene, il montaggio si presenta piuttosto semplice e conserva le caratteristiche di economia in confronto ad altri apparecchi di pari qualità presenti sul mercato.

 

UNA BREVE DESCRIZIONE DEL CIRCUITO

 

Dal trasformatore di alimentazione escono quattro tensioni separate, una di 290+290V che viene poi raddrizzata dalla GZ34 (V1) due di 7V che vengono raddrizzate dai ponti D1 e D2 e che vanno ad alimentare i filamenti delle 6SN7 ed una a 5V per il filamento della raddrizzatrice. Le basse tensioni sono filtrate con dei pi greco costituiti per una da C3, C4 ed R9 e per l’altra da C5, C6 ed R10. La rete R12, R13, R14, C9 e C10 serve per dare alle tensioni dei filamenti un piede di tensione continua tale da mantenere la tensione catodo-filamento delle 6SN7 entro i limiti dati dai costruttori.

Per quanto riguarda la tensione anodica invece dopo la raddrizzatrice avviene un primo filtraggio con C1, seguito poi dalla cella LC costituita da L1 e C2. Volendo L1 può essere sostituita da una resistenza da 470W 1W, ottenendo però peggiori risultati. A valle di C2 sono collegati i due filtri elettronici, impieganti una sezione di V2 per ogni canale. I condensatori C12 e C14, parallelati rispettivamente dai polipropilene C11 e C13, sono quelli che si trovano direttamente sull’alimentazione degli stadi SRPP.

Gli stadi di amplificazione sono invece semplicissimi, costituiti da due SRPP di 6SN7 ottimizzati per avere bassa distorsione e bassa resistenza di uscita, con un occhio particolare ad evitare pericoli di autooscillazioni e di sensibilità a disturbi a radiofrequenza, risultato ottenuto semplicemente ponendo le resistenze R102, 103, 202 e 203 in serie alle griglie.

Non sono previsti sul circuito stampato né il commutatore di ingressi né il potenziometro di volume, che andranno quindi cablati in aria, come pure non è neppure previsto un circuito di muting automatico, così che anche i puristi più intransigenti non storcano la bocca. Un eventuale circuito di muting, indispensabile se con questo pre vogliamo pilotare amplificatori a stato solido, dovrà essere montato separato.

Le caratteristiche salienti sono: guadagno 16dB, impedenza di uscita minore di 600W, massima tensione di uscita superiore a 80V, rumore praticamente inesistente. Le altre caratteristiche si misurano male, è indispensabile ascoltarle.

Il tutto viene montato su un circuito stampato di circa 17 x 19 centimetri, ad eccezione del trasformatore di alimentazione e della induttanza di filtro.

La disposizione dei componenti prevede il montaggio delle valvole e dei condensatori verticali di filtro dei filamenti su un lato, così che possano essere fatte affiorare superiormente sul cabinet del pre, e tutti gli altri componenti sull’altro lato, in modo che siano a vista e facilmente raggiungibili togliendo il coperchio inferiore del cabinet. Anche il risultato estetico è decisamente gradevole.

Paolo Franceschi

 

 

Schemi elettrici       Circuit  Schematics

Pf3ali.jpg (36477 byte)  Pf3amp.jpg (22416 byte)

      

   pf3cs.jpg (71899 byte)

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Modifica alimentazione per Scheda Phono SLT4-PH inserita nel PF3

 

 

Alcuni Esempi di realizzazione dei nostri Clienti

 

Realizzazione in cabinet HI-FI 2000 di Valerio F.

 

 

Realizzazione in cabinet autocostruito di Francesco S.

 

 

Realizzazione in cabinet HI-2000+ fianchetti in Legno di Davide G.

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mercoledì 02 luglio 2014


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