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"UP-GRADE"

Linea Phono Preamplifier Conrad Johnson PV-10

 

A cura di Luca Lombardi & Audiokit Team

By Luca Lombardi & Audiokit Team

 

Pv10-1.jpg (221934 byte)   Pv10-2.jpg (274198 byte)

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Componenti Utilizzati      Utilized components

 

STEP 1

 

Descrizione Description

Retubing con 1x 12AX7JAN Philips, 2x12AT7 JAN Philips, 1x 5751 JAN G.E. o similari + 5 zoccoli noval ceramici

Retubing with 1x 12AX7JAN Philips, 2x12AT7 JAN Philips, 1x 5751 JAN G.E. o similari + 5x noval ceramic sockets

 

 

 

STEP 2

 

Descrizione Description

2 condensatori Wonder Infinicap TRT Signature "S" 2uF/425 V (per stadio phono)

pair of 2uF/425 V  Wonder Infinicap TRT Signature "S" Capacitors (for phono stage)

2 condensatori carta-Olio PRO-CAP 2uF/305 V (per stadio linea)

pair of 2uF/300 V PRO-CAP Paper in Oil capacitor (for line stage)

 

STEP 3

 

Descrizione Description

Induttanza di filtro per alimentazione

Choke inductor for power supply

 

 

 

STEP 4

 

Descrizione Description

Cavo di alimentazione CABLERIE D'EUPEN effetto filtro mod "ELBA" 3x1,5 schermato+ EMC/COM  (1,5 mt)

Power Supply Cable CABLERIE D'EUPEN mod ELBA 3x1,5 shielded + EMC/COM filter (1,5 mt)

 

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Descrizione              Description 

"UP-GRADE"

Conrad Johnson Modello PV-10

 Questa volta proveremo a migliorare le prestazioni di un glorioso apparecchio, il preamplificatore di linea con stadio phono Conrad Johnson PV-10.

Il preamplificatore in esame si dimostra essere un ottimo compromesso qualità-prezzo per un prodotto della sua specie. Interessante è la circuitazione che è stata ottimizzata in maniera veramente splendita, tanto che le modifiche si possono ridurre all’osso. La componentistica di base è ottima e un up-grading dell’apparecchio potrebbe limitarsi al rivalvolamento dello stesso e a qualche variante su alcuni condensatori. Non è possibile andare oltre senza stravolgere la natura del prodotto o uscire dai budget imposti; è ferma opinione di chi scrive che il costo di un up-grading non può e non deve oltrepassare un 30-35% del valore di listino del prodotto: in caso contrario tanto vale comprare un altro oggetto!

Ad una prima analisi non si può che restare colpiti dalle scelte progettuali che sono nel contempo moderne e ben mirate. L’uso di una R.I.A.A. completamente passiva, l’adozione di un sistema di livellamento e stabilizzazione completamente a discreti, l’uso esclusivo di condensatori a solo dielettrico plastico e la qualità degli stessi non possono che raccogliere il plauso di chi scrive.

Ma vediamo i limiti del nostro beniamino. A detta di Claudio Iannotta, felice possessore dell’apparecchio,  il suono di questo pre è preciso e dettagliato, soddisfacendolo copletamente da questo punto di vista, ma nel suo impianto il PV-10 tende ad essere un po’ lento, come se il suono avesse difficoltà a sprigionarsi dai diffusori e a liberarsi sulla scena acustica. Inoltre su alcuni brani si riscontra una certa imprecisione nella focalizzazione dell’immagine…

Questi i punti salienti della faccenda, per definire esattamente il complesso della musicalità del pre abbiamo parlato con Claudio per molto tempo e abbiamo ascoltato successivamente il pre nel mio impianto e nell’impianto che c’è in negozio (AudioKit n.d.r.) per avere una conferma o una smentita di quanto lamentato dal nostro amico. Il risultato delle nostre prove di ascolto confermava nella sostanza quanto sopra accennato. Il risultato è la modifica di seguito proposta

 

PUNTO PRIMO: RETUBING

Il retubing è stata la prima operazione effettuata. Aperto l’apperecchio abbiamo trovato un tripudio di tubi di produzione corrente, almeno fino a qualche tempo fa, nei paesi dell’est (dovendo costruire apparecchi non ci si può che affidare cha a fornitori in grado di rendere disponibili buone quantità di componenti). La qualità non eccezionale e  la scarsa musicalità di queste valvole ci ha fatto subito storcere il naso. Potendo ricorrere ad un discreto quantitativo di componenti N.O.S. si è proceduto nella sostituzione delle 12AX7WA e delle 12AT7WA juogoslave con delle strepitose JAN Philips. Per le 5751  invece abbiamo deciso di ricorrere alle musicalissime GENERAL ELECTRIC.

Il retubing in questo caso si è rivelata già di per se una operazione vantaggiosa. Il pre ha subito dimostrare di avere un personalità più decisa, una granulosità più fine; gli strumentisti apparivano più dettagliati e definiti… ma ancora non bastava…

 

PASSO SECONDO: I CONDENSATORI

Il suono pur migliorato appariva ancora “costretto”, si aveva inoltre una certa disparità nelle riproduzioni tra stadio phono e stadio linea ( il confronto viene eseguito ascoltando lo stesso brano, edito dalla stessa etichetta nelle versioni CD e LP n.d.r.).  Dallo schema elettrico si poteva evincere poco. Nei limiti del budget abbiamo deciso, in accordo con il cliente, di procedere su due strate nettamante distinte. Per lo stadio linea nei condensatori identificabili con la sigla C19 si è preferito sostituire il dielettrico plastico con uno a sfoglia d’argento in bagno d’olio. In virtù del fatto che le tensioni ivi presenti si aggirano negli intorni dei 136 Volt abbiamo potuto sfruttare i condensatori della PRO-CAP destinati al mercato dei filtri cross-over. ATTENZIONE! Questo non vuol dire che la loro qualità sia inferiore. Questa classificazione è sostanzialmente errata e deriva dal semplice fatto che come tali sono identificati dagli acquirenti i condensatori con tensioni di lavoro di 200 VDC.
Per lo stadio Phono invece si è deciso di migliorare il tutto adottando gli amati/odiati INFINICAP. A detta di molti questi condensatori soffrono di una durezza e di una certa violenza espressiva. Mai capito cosa si intendesse con questo. Abbiamo il sospetto che in realtà ci si è abituati a non sentire molte informazioni, spesso situate nell’estremo superiore della banda audio, e quando queste riescono ad essere rivelate… beh, non ci si capisce niente, l’orecchio duole, la mente si stanca… ma avete mai provato poi a tornare indietro?

Certo che questo cambiamento ha “accelerato” lo stadio phono del PV10 che suonava un po’ smielato e dolce in origine, ora lo stadio è divenuto aggressivo, rapido, deciso. Una gioia per i padiglioni auricolari. Un pre phono è genericamente dotato di dinamica e rapidità: scopo raggiunto, forse troppo, ma difficile ora tornare indietro.

 

PASSO TERZO : ALIMENTAZIONE

Si alimentazione. E non nel solito modo. Quante volte si è visto di modifiche che decuplicano le capacità in gioco, o bypassano condensatori da 10.000 μF con ridicoli condensatori da 100nF o al massimo 1 μF ?.
Si tenga conto in questi casi che il bypass va fatto con capacità pari al 10% almeno di quella iniziale (nelle nostre manie migliorative ci saremmo serviti di un ottimo 1000 μF, di uno straordinario 100 μF, magari MKT, e infine di un 10 μF MKP, e scusate se è poco.)

Nel nostro caso partiamo avvantaggiati e delle capacità non mi è importato un gran che, c’erano già ottimi condensatori in origine. Se una cosa è buona non vedo perché doverla toccare. Mi ha però colpito il tipo di livellamento adottato: una singola cella a π resistivo. Il passo migliorativo è chiaro: inserire una grossa induttanza al posto di R1 e spostare la stessa tra il ponte e C2, realizzando una specie (non ha niente a che fare con essa però) di alimentazione induttiva. Risultati?!? Drammatici al banco di misure, ad orecchio… beh, provatelo e ascoltatelo.

 

PASSO QUARTO: IL CAVO

A coronare il tutto, abbiamo sostituito il cavo di alimentazione con un  CABLERIE D’EUPEN con anima in plastica ferritica, ottenendo un ulteriore pulizia dai disturbi di rete, ovviamente è una sfumatura (per altro non troppo costosa) ma come si dice, migliora un pochino qui'..... un pochino la'....il risultato finale ne risente in maniera positiva.

 

Schemi elettrici       Circuit  Schematics

Pv10sch.gif (45643 byte)

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