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"UP-GRADE"
Conrad
Johnson Modello PV-10
Questa
volta proveremo a migliorare le prestazioni di un glorioso apparecchio,
il preamplificatore di linea con stadio phono Conrad Johnson PV-10.
Il
preamplificatore in esame si dimostra essere un ottimo compromesso qualità-prezzo
per un prodotto della sua specie. Interessante è la circuitazione che è
stata ottimizzata in maniera veramente splendita, tanto che le modifiche
si possono ridurre all’osso. La componentistica di base è ottima e un
up-grading dell’apparecchio potrebbe limitarsi al rivalvolamento dello
stesso e a qualche variante su alcuni condensatori. Non è possibile
andare oltre senza stravolgere la natura del prodotto o uscire dai budget
imposti; è ferma opinione di chi scrive che il costo di un up-grading non
può e non deve oltrepassare un 30-35% del valore di listino del
prodotto: in caso contrario tanto vale comprare un altro oggetto!
Ad una
prima analisi non si può che restare colpiti dalle scelte progettuali
che sono nel contempo moderne e ben mirate. L’uso di una R.I.A.A.
completamente passiva, l’adozione di un sistema di livellamento e
stabilizzazione completamente a discreti, l’uso esclusivo di
condensatori a solo dielettrico plastico e la qualità degli stessi non
possono che raccogliere il plauso di chi scrive.
Ma vediamo
i limiti del nostro beniamino. A detta di Claudio Iannotta, felice
possessore dell’apparecchio, il suono di questo pre è preciso e dettagliato,
soddisfacendolo copletamente da questo punto di vista, ma nel suo
impianto il PV-10 tende ad essere un po’ lento, come se il suono avesse
difficoltà a sprigionarsi dai diffusori e a liberarsi sulla scena
acustica. Inoltre su alcuni brani si riscontra una certa imprecisione
nella focalizzazione dell’immagine…
Questi i
punti salienti della faccenda, per definire esattamente il complesso
della musicalità del pre abbiamo parlato con Claudio per molto tempo e
abbiamo ascoltato successivamente il pre nel mio impianto e
nell’impianto che c’è in negozio (AudioKit n.d.r.) per avere una
conferma o una smentita di quanto lamentato dal nostro amico. Il
risultato delle nostre prove di ascolto confermava nella sostanza quanto
sopra accennato. Il risultato è la modifica di seguito proposta
PUNTO
PRIMO: RETUBING
Il retubing
è stata la prima operazione effettuata. Aperto l’apperecchio abbiamo
trovato un tripudio di tubi di produzione corrente, almeno fino a qualche
tempo fa, nei paesi dell’est (dovendo costruire apparecchi non ci si può
che affidare cha a fornitori in grado di rendere disponibili buone
quantità di componenti). La qualità non eccezionale e
la scarsa musicalità di queste valvole ci ha fatto subito
storcere il naso. Potendo ricorrere ad un discreto quantitativo di
componenti N.O.S. si è proceduto nella sostituzione delle 12AX7WA e
delle 12AT7WA juogoslave con delle strepitose JAN Philips. Per le 5751
invece abbiamo deciso di ricorrere alle musicalissime GENERAL
ELECTRIC.
Il retubing
in questo caso si è rivelata già di per se una operazione vantaggiosa.
Il pre ha subito dimostrare di avere un personalità più decisa, una
granulosità più fine; gli strumentisti apparivano più dettagliati e
definiti… ma ancora non bastava…
PASSO
SECONDO: I CONDENSATORI
Il suono
pur migliorato appariva ancora “costretto”, si aveva inoltre una
certa disparità nelle riproduzioni tra stadio phono e stadio linea ( il
confronto viene eseguito ascoltando lo stesso brano, edito dalla stessa
etichetta nelle versioni CD e LP n.d.r.).
Dallo schema elettrico si poteva evincere poco. Nei limiti del
budget abbiamo deciso, in accordo con il cliente, di procedere su due
strate nettamante distinte. Per lo stadio linea nei condensatori
identificabili con la sigla C19 si è preferito sostituire il dielettrico
plastico con uno a sfoglia d’argento in bagno d’olio. In virtù del
fatto che le tensioni ivi presenti si aggirano negli intorni dei 136 Volt
abbiamo potuto sfruttare i condensatori della PRO-CAP destinati al
mercato dei filtri cross-over. ATTENZIONE! Questo non vuol dire che la
loro qualità sia inferiore. Questa classificazione è sostanzialmente
errata e deriva dal semplice fatto che come tali sono identificati dagli
acquirenti i condensatori con tensioni di lavoro di 200 VDC.
Per lo stadio Phono invece si è deciso di migliorare il tutto adottando
gli amati/odiati INFINICAP. A detta di molti questi condensatori soffrono
di una durezza e di una certa violenza espressiva. Mai capito cosa si
intendesse con questo. Abbiamo il sospetto che in realtà ci si è
abituati a non sentire molte informazioni, spesso situate nell’estremo
superiore della banda audio, e quando queste riescono ad essere
rivelate… beh, non ci si capisce niente, l’orecchio duole, la mente
si stanca… ma avete mai provato poi a tornare indietro?
Certo che
questo cambiamento ha “accelerato” lo stadio phono del PV10 che
suonava un po’ smielato e dolce in origine, ora lo stadio è divenuto
aggressivo, rapido, deciso. Una gioia per i padiglioni auricolari. Un pre
phono è genericamente dotato di dinamica e rapidità: scopo raggiunto,
forse troppo, ma difficile ora tornare indietro.
PASSO
TERZO : ALIMENTAZIONE
Si
alimentazione. E non nel solito modo. Quante volte si è visto di
modifiche che decuplicano le capacità in gioco, o bypassano
condensatori da 10.000 μF con ridicoli condensatori da 100nF o al
massimo 1 μF ?.
Si tenga conto in questi casi che il bypass va fatto con capacità pari
al 10% almeno di quella iniziale (nelle nostre manie migliorative ci
saremmo serviti di un ottimo 1000 μF, di uno straordinario 100
μF, magari MKT, e infine di un 10 μF MKP, e scusate se è
poco.)
Nel nostro
caso partiamo avvantaggiati e delle capacità non mi è importato un gran
che, c’erano già ottimi condensatori in origine. Se una cosa è buona
non vedo perché doverla toccare. Mi ha però colpito il tipo di
livellamento adottato: una singola cella a π resistivo. Il passo
migliorativo è chiaro: inserire una grossa induttanza al posto di R1 e
spostare la stessa tra il ponte e C2, realizzando una specie (non ha
niente a che fare con essa però) di alimentazione induttiva.
Risultati?!? Drammatici al banco di misure, ad orecchio… beh, provatelo
e ascoltatelo.
PASSO
QUARTO: IL CAVO
A
coronare il tutto, abbiamo sostituito il cavo di alimentazione con
un CABLERIE D’EUPEN con anima in plastica ferritica, ottenendo un
ulteriore pulizia dai disturbi di rete, ovviamente è una sfumatura (per
altro non troppo costosa) ma come si dice, migliora un pochino qui'.....
un pochino la'....il risultato finale ne risente in maniera positiva.
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