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"UP-GRADE" Tube Amplifier LEAK STEREO 50
A cura di Luca Lombardi & Audiokit Team By Luca Lombardi & Audiokit Team
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Componenti Utilizzati Utilized components
STEP 1:RETUBING
STEP 2:AMPLIFICATORE AMPLIFIER
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STEP 3: FILTRO DI ALIMENTAZIONE POWER SUPPLY FILTER
STEP 4:CAVO DI ALIMENTAZIONE POWER CABLE
LEAK STEREO 50 Il restauro di un pezzo di storia. In questo incontro affronteremo il restauro di una vero pezzo di storia della musica: il finale LEAK Stereo 50. Il finale in questione è stato un punto di riferimento tra i prodotti dell'età dell'oro per le valvole. Il finale era pensato per lavorare in stretto connubio con il preamplificatore LEAK Point One: due cordoni ombelicali collegavano indissolubilmente i due apparecchi. Uno dei due portava l'alimentazione al pre in modo da compattarne al massimo le dimensioni ed allontanare il più possibile i gruppi magnetici sempre fonti di ronzii, l'altro -denominato switch cable- serviva per accendere il finale dal potenziometro di volume del pre. In questo capitolo ci occuperemo del solo finale. Stadio AmplificatoreIl circuito è una classica variante del sempreverde Williamson. Il primo stadio è ad uscita anodica ed è arrangiato attorno al doppio triodo 12AX7, sfruttandone un triodo per canale. Sul catodo, parzialmente disaccoppiato, abbiamo l'ingresso per il segnale per l'overall feedback. Attraverso una capacità di soli 47nF entriamo nello stadio sfasatore realizzato sempre con una 12AX7 configurata ad accoppiamento catodico. Si osservi la rete costituita da R8, R6, R11 e R9: questa rete di resistenze solleva la resistenza di catodo da terra e collega il nodo formato dalle quattro a terra attraverso la R9. Negli invertitori ad accoppiamento catodico l'aumento delle resistenze catodiche aumenta il guadagno dello stadio sfasatore e tale sistema evita il ricorso ad un generatore di tensione negativa generalmente necessario a far si che la resistenza sul catodo sia elevata: la corrente che fluisce attraverso lo sfasatore provoca una differenza di potenziale ai capi di R9 che viene vista dal nodo centrale della stella di resistenze come una tensione negativa. la resistenza catodica totale è ora data dalla serie di R8 -necessaria alla polarizzazione del tubo- e R9. In uscita dallo sfasatore entriamo attraverso due capacità da 250nF nelle griglie delle finali: una coppia di EL34 con polarizzazione fissa. Con una resistenza di catodo di 440 ohm, ed una tensione di alimentazione di 370 volt circa il tubo lavora in classe A pura erogando circa 25 Watt con 60 mA di corrente anodica. Le modifiche per questo stadio sono molto contenute. Ho proceduto nella ricostruzione del circuito con componenti più moderni, sostituendo le resistenze al carbone con più moderne resistenze a strato metallico. Spiacente per chi le considera componenti musicali, per me sono dei veri e propri ostacoli per il messaggio musicale! Inoltre ho riscontrato variazioni che andavano ben oltre il tollerabile: resistenze da 200k che passavano a 216k o resistenze da 2k2 arrivate a 2k32 ohm! alla faccia della precisione e della stabilità del circuito. Per i condensatori di accoppiamento ho lavorato con dei polipropilene ICEL della serie PWS componenti veramente veloci e precisi. Per tutti i componenti a capacità molto bassa mi sono rivolto a condensatori a dielettrico in polistirolo, la bontà di questi piccoli mostri è veramente elevatissima e se non fosse per le dimensioni che crescono in ragione geometrica con i valori e le tensioni... . Per i condensatori di by-pass ho seguito due strade: per lo stadio di ingresso mi sono rivolto ai soliti ELNA CERAFINE estremamente musicali ma un pelo lentini per lavorare sui catodi delle finali sui quali ho preferito i fantastici PS-2 RUBYCON. Nelle foto osservate come ho montato i componenti di by-pass a stretto ridosso delle resistenze catodiche così da massimizzare l'efficacia dello stesso. Una sola piccola miglioria è stata introdotta ed è il circuito che ho schematizzato qui di seguito che consente di variare entro certi limiti la polarizzazione delle valvole in polarizzazione fissa. Purtroppo non elimina la necessità di una selezione delle coppie di finali, ma quantomeno ne permette una certa compensazione nel tempo ed una minore tolleranza nella scelta. Purtroppo non si possono applicare formule precise e bisogna procedere per tentativi nel determinare i componenti che consentono la più ampia variazione del bias. Mi raccomando di tenere sott'occhio la dissipazione del potenziometro di taratura: che non ecceda quella garantita! Stadio AlimentatoreQui mi sono sbizzarrito un po' di più, riprogettando completamante l'alimentatore. Questa volta per ragioni di spazio non ho potuto ricorrere ad alimentazioni induttive e così ho ripiegato per una stabilizzazione della tensione. Quello che non mi piaceva era quella resistenza da 100R che formava con i 16uF di ingresso e il gruppo di tre condensatori da 16uF a valle un filtro resistivo ad ingresso capacitivo. Il residuo era troppo alto e il rumore di fondo altissimo. Per i puristi e per chi non volesse ricorrere a stadi attivi consiglio un filtro CLCRC con 30uF 630V MKP in ingresso (al più due condensatori da 15uF 450V vanno bene, ma che siano LOW ESR), una induttanza da 5H @ 250mA 47R di resistenza (la LF 5/500 della DIGITEX è ottima), una capacità da 66uF (ancora un parallelo di elettrolitici va benissimo), una resistenza da 100R (si può usare quella originale) ed infine una capacità da 220uF 450V in uscita. Il condensatore da 30uF e quello da 220uF possono essere montati al posto di C13 e C14-15 rispettivamente. Per i più smanettoni propongo lo schema per uno stabilizzatore ad alta tensione impiegante un MOS-FET. Il circuito è molto semplice e non ha bisogno di particolari commenti: dal primo condensatore si costruiscono due filtri RC calcolati con costanti di tempo altissime che polarizzano la serie di diodi zener che fissano la tensione di uscita dell'alimentatore. Di qui un altro filtro RC porta la tensione sul gate del MOS che fissa quindi la tensione di uscita. Il diodo zener sul gate e il diodo tra drain e source proteggono il mos da corti a da tensioni inverse. All'uscita del filtro il rumore residuo è ridotto a frazioni di millivolt e la stabilità nel tempo è altissima. Il circuito non è dotato di alcuna controreazione e separa in maniera efficace lo stadio amplificatore da quello alimentatore. Da provare: la musicalità è davvero notevole e le prestazioni straordinarie. Attenti alla potenza che il MOS deve dissipare. Note conclusiveIl finale pur se attempato e con qualche acciacco ne è uscito decisamente ringiovanito. I suoi 25 Watt stanno dando del filo da torcere a molti colleghi più prestanti e in quanto a musicalità, dinamica, e risoluzione non si dimostra secondo a nessuno. La fonte dell'eterna giovinezza nasce dalla chirurgia estetica a quanto pare... Prezzi e prodotti aggiornati sul nuovo sito Audiokit e-Shop cliccando qui ! 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Schema elettrico Originale Original Schematic
Schema elettrico Modifica Alimentazione Modifyed power supply Schematic
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mercoledì 02 luglio 2014 |
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