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"Dragonfly DHT X-treme Preamplifier"

Progetto e realizzazione di Luca Lombardi per Alessandro Riva

Luca Lombardi Project for Alessandro Riva

 

Presentato su Costruire HI-FI n° 59

 

non è un kit  le uniche ! informazioni disponibili sono illustrate in questa pagina

 is Not a Kit  all informations available are showed in this Page

 

 

Dcp_3088-1.jpg (49475 byte)  Dcp_3093-1.jpg (42045 byte)

 

 

Dcp_3094-1.jpg (29121 byte)  Dcp_3095-1.jpg (40375 byte)  Dcp_2974-1.jpg (19554 byte)   Dcp_2976-1.jpg (20054 byte)  Dcp_2981-1.jpg (18064 byte) 

 

 Dcp_2986-1.jpg (34957 byte)   Dcp_2971.jpg (37883 byte)   Dcp_2964-1.jpg (27955 byte)  Dcp_2960-1.jpg (29227 byte)  Dcp_2963-1.jpg (34732 byte)

 

Image4.jpg (52453 byte)  Image5.jpg (86731 byte)  Image3.jpg (19303 byte)  Image6.jpg (36997 byte)

 

Image2.jpg (66925 byte)  Image7.jpg (69877 byte)  Image1.jpg (75036 byte)

 

Luca Lombardi

Preamplificatore  DHT Dragonfly

Dopo aver rivisitato il finale Kobayashi Maru (vedi  CHF 51)  in alcuni suoi punti mi è stato chiesto di progettare un preamplificatore che lo affiancasse è che potesse esaltarne le straordinarie caratteristiche. Nasce il  Dragonfly.

Genesi di un preamplificatore.

Iniziamo dalla fine, dal momento più delicato dell’intera opera di realizzazione: il battesimo! Come chiamare un mucchietto piuttosto pesante di alluminio, resistenze, condensatori e amate valvoline? Come chiamare la creatura che avrebbe dovuto affiancare degnamente la cinquantina di chili del finale Kobayashi Maru e che l’avrebbe dovuto far letteralmente fluttuare leggero nell’aria? Libellula! Non avete mai visto volare una libellula? Non avete mai sentito suonare il pre dragonFly!

Dopo la doverosa sviolinata iniziale (e quando ci vuole ci vuole) iniziamo con l’entrare nei dettagli. Il Dragonfly è una macchina creata con lo scopo di fare musica nel migliore dei modi possibili. Le soluzioni adottate in questo pre sono tra le più avanzate che io abbia mai visto e quindi se anche non vi interessasse l’oggetto in se dalla lettura dell’articolo potreste comunque trovare degli spunti interessanti di meditazione. Il pre è fondato sull’antica tecnologia dei triodi DHT accoppiata con la moderna tecnologia di conversione digitale, con lo scopo di dar vita ad un pre ad ingressi prevalentemente digitali (non mancano quelli linea, tranquilli). Possiamo ora iniziare dall’inizio.

Un DHT è, come molti di voi sapranno o dovrebbero sapere, un triodo ad accensione diretta. I suoi punti di forza sono l’estrema linearità e la generale capacità di cogliere ed evidenziare i dettagli con una semplicità disarmante. Molto apprezzato e usato comunemente negli stadi finali è però ricordato con sofferenza da chi ha provato ad usarlo in stadi di preamplificazione (i signori in questione sono ben riconoscibili dai capelli bianchi acquisiti in età non sospetta, dai tic tipici di nevrosi isteriche e da una spiccata idiosincrasia verso bulbi di vetro di qualsiasi natura… fossero anche comuni lampadine da 15W).

E fin qui l’antico, ma cosa centrano gli ingressi digitali con un pre DHT? Il fatto è che le macchine gira CD oggi prodotte mostrano livelli qualitativi, nella tecnologia e nella elettronica, che non si vedevano sul mercato da non so più quanto tempo. Solo spendendo cifre del tutto ingiustificate si riesce a mettere le mani su oggetti appena decenti. Di qui l’esigenza di minimizzare al massimo il percorso del segnale su componenti mediocri quali le unità DAC dei CD e i relativi stadi di uscita (tripudio dell’assoluto ciarpame elettronico). Il Dragonfly recupera quindi il segnale digitale da un lettore CD, lo converte attraverso componenti allo stato dell’arte in un segnale analogico, lo invia alla sezione al suo stadio di uscita e di qui viene spedito puro e angelico sulla griglia delle nostre care valvoline.

Siete abbastanza incuriositi? Bene! Al contrario di quanto fatto nei precedenti miei articoli non sarò così pedante nei calcoli, anche se stando alle telefonate che ho ricevuto questo dispiacerà 

a molti. Purtroppo il tempo è tiranno e limiterò la tecnica ai conti veramente necessari. Possiamo entrare nei dettagli, tenetevi forte.

Impostazione generale: guadagno, tipologia, soluzioni.

Oggigiorno il livello d’uscita delle sorgenti è molto elevato tant’è che la funzione di preamplificazione potrebbe anche venire a mancare del tutto. In effetti, se ci si limitasse all’uso di sorgenti digitali, un pre passivo assolverebbe tutte le funzioni del caso. In generale questa sarebbe cosa buona se le sorgenti fossero appena decenti. Il problema è che subito a valle del diodo laser del CD o, peggio ancora, del DVD il segnale si ritrova a dover superare un vero e proprio percorso ad ostacoli attraverso una selva di oggetti quali condensatori elettrolitici(!), circuiti operazionali(!), transistor da meno di 5 centesimi a chilo(!) e altra robetta che noi pazzi audiofili abbiamo eliminato (o cercato di eliminare) da tutte le nostre macchine.

Il Dragonfly è però un vero preamplificatore e deve quindi essere dotato di guadagno. Per la massima accettazione possibile ho optato per un valore di circa 25dB. Il circuito è basato sull’uso di due triodi molto famosi e purtroppo rari, fanno parte della serie RE nella quale si annovera la famosissima RE604. I triodi in questione sono l’RE084 e l’RE134. La letteratura su questi tubi è assai rara e le basi di partenza del progetto sono state pratica nulle. Gli unici dati che sono riuscito a recuperare li ho riportati in Errore. L'origine riferimento non è stata trovata. . Per una corretta progettazione avevo bisogno però delle curve caratteristiche, colgo quindi l’occasione per ringraziare pubblicamente gli amici della Digitex di Firenze per la disponibilità dimostrata: è grazie a loro che sono in grado di offrire, credo in anteprima, le curve di questi stupendi triodi. Le curve sono state ricavate sulla coppia di esemplari a mia disposizione.

 

RE084

RE134

Unità di Misura

Vh

4.0

4.0

Volt

Ih

80

150

mA

Va

150

250

Volt

Ia

4

12

MA

Vg

-4.5

-17

Volt

S

2

2

mA/Volt

Ri

8

4.6

Kohm

D

6%

11%

 

W

0.7

3

Watt

 

L’RE134 è un triodo che viene indicato di potenza (può far sorridere visti i suoi 3 Watt di dissipazione anodica, ma per l’epoca la sua funzione era questa) e rispetto l’RE084 ha una resistenza interna più bassa, intorno ai 5kohm. Il suo m è circa 9 ed è chiaro quindi che questo andrà a costituire lo stadio di uscita del preamplificatore. È altresì evidente che l’RE084 costituirà lo stadio ingresso. Il guadagno di questo triodo è più elevato e si attesta su un valore pari a 16. Anche a chi ha resistito alla tentazione di osservare lo schema elettrico sarà dunque chiaro che il Dragonfly è un pre a due stadi. Questi tubi vengono quindi messi nelle condizioni di agire attraverso l’imponente – sapiente uso di elementi ferromagnetici e la complicazione dell’accoppiamento diretto.

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mercoledì 02 luglio 2014


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