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"Dragonfly DHT X-treme Preamplifier (parte 3) "

Progetto e realizzazione di Luca Lombardi per Alessandro Riva

Luca Lombardi Project for Alessandro Riva

 

Una volta che la sorgente digitale è stata selezionata il DAC provvederà alla elaborazione del segnale. La descrizione del circuito e delle sue caratteristiche è stata ben enucleata dall’ing. Rampino e dall’ing. Manunta su CHF 36, e rimando alla rilettura di questo articolo e dei precedenti sui problemi inerenti i DAC per un approfondimento della questione. Lasciamo quindi che il segnale venga processato e restituito in forma analogica dai due Burr-Brown PCM 1716E. Immediatamente a valle di questi riprendiamo a discutere di qualità

 

Dalle figure 2 e 3 dell’articolo citato si osserva che il segnale analogico e bilanciato in uscita viene inviato ad uno stadio di uscita. L’operazionale di uscita è configurato nella forma di un filtro passa basso con il compito di eliminare i segnali non desiderati generati dal processo di conversione. Nella maggior parte dei casi il filtro analogico è di tipo attivo, cioè si costruisce una rete di retroazione la cui funzione di trasferimento è quella di un passa-basso. Il circuito Northstar è molto raffinato, poiché viene eliminata ogni forma di controreazione interna. In Figura 1 ho riportato lo schema elettrico dello stadio in questione e del circuito di filtraggio. Da una simulazione effettuata (confermata dalle misure rilevate su un convertitore finito) ho rilevato una impedenza di uscita attestata intorno ai 50 ohm, un offset di 50mV circa ed una risposta in frequenza ed in fase che ho riportato nella successiva figura 7. Come si osserva le caratteristiche di risposta sono veramente elevate, con una rotazione di fase tra le più contenute che ricordi. Giocando con le sole simulazioni ho osservato che un certo miglioramento è ottenibile con la sostituzione di C32, e del corrispettivo condensatore sull’altro canale, con un valore di 820pF. Non ho provato sul campo ma la cosa dovrebbe portare ad un miglioramento in alta frequenza (sulle armoniche di strumenti che riescono ad estendersi molto in alto, non sulla voce) migliorando  pure i transienti ad altissima frequenza.

Tecnicamente il filtro è impeccabile e molto superiore a quanto si trova sul mercato commerciale. Le soluzioni scelte sono notevoli ed in linea a come il prodotto è stato pensato, ma nell’ottica di un’integrazione convertitore preamplificatore l’intero stadio può essere rivisto e musicalmente migliorato. Il nodo centrale su cui verte la critica, ed estendibile a tutti gli stadi d’uscita per CD commerciale, è l’uso di un operazionale configurato come passa basso attivo. Il principio di funzionamento è di generare attraverso una rete di controreazione la funzione di trasferimento desiderata. Quest’azione è perniciosa ma ineludibile se si vogliono ottenere tutta una serie di caratteristiche con il minor numero possibile di elementi. Nel meccanismo simbiotico del Dragonfly ho avuto più liberta di scelta e sono approdato alla soluzione che propongo. Il segnale bilanciato entra in un trasformatore Lundahl LL1554 con nucleo in materiale amorfo. Questo materiale permette di trattare segnali di livello più alto con minori problemi di distorsione poiché il suo ciclo di isteresi è molto stretto: non assorbendo praticamente energia ho un trasferimento di segnale superiore. Nei materiali tradizionali (quali il mu-metal ad esempio) segnali di ampiezza elevata saturano il nucleo e il ciclo di isteresi comporta una risonanza in bassa frequenza con carichi complessi, in altre parole carichi che non siano resistenze pure. La risposta in frequenza dell’LL1554, misurata su un’impedenza simile a quella del DAC, va da circa 6Hz a 65kHz entro 60,5dB ed aiuta lo stadio successivo nella sua opera di filtraggio. Il trasformatore quindi opera come separatore galvanico tra stadio DAC e stadio analogico, come filtro passa basso e come sbilanciatore di segnale. In uscita a questo c’è una rete antirisonanza RC ed il filtro passa basso vero e proprio costruito con una semplice rete LC. Il circuito è caricato da una resistenza Holco da 10kohm. In molti si chiederanno lo scopo dei due condensatori Jensen in carta e olio: la loro funzione è quella di blocco della componente DC dovuta alla leggera differenza di potenziale tra le due uscite dei DAC. Il materiale che costituisce il nucleo del trasformatore e l’elevato numero di spire degli avvolgimenti, fanno si che questo sia estremamente sensibile alle correnti continue circolanti. Per eliminare il problema ho inserito un condensatore tra il pin centrale dell’avvolgimento primario e la massa, in questa posizione non permetto la chiusura della corrente continua circolante sulla massa analogica e il condensatore non è neanche attraversato dal segnale audio, proprio come il condensatore elettrolitico finale del gruppo di alimentazione di un finale push-pull in classe A (non è così negli stadi single-ended, molto più sensibili al condensatore di uscita o negli stadi in classe AB). Qualcuno si starà allora domandando il perché della qualità così elevata del condensatore scelto. Il problema è più sottile. Quanto ho detto è vero in parte: è vero per la nota fondamentale e per tutte le armoniche pari. Tutte le armoniche dispari, attraversano il condensatore e chiudono il circuito a terra attraverso la capacità in questione. Al fine di trattare al meglio questo sottoinsieme dello spettro audio ho portato ai massimi livelli la qualità del condensatore in questione.

Lo stadio d’uscita, così rivisto, lavora in stretta simbiosi con il pre vero e proprio e la sua risposta, in frequenza ed in fase, è correlata con il carico offerto da questo. Chi volesse provare a modificare lo stadio di uscita del Model 3 o di altri DAC, utilizzando sistemi simili deve tener ben presente che l’impedenza di uscita del filtro è molto alta e che la funzione di trasferimento dello stesso è correlata con il carico che questo vede a valle. Nel caso in cui il preamplificatore abbia una resistenza d’ingresso diversa il gruppo LC, così come la rete RC a monte, deve essere calcolato di nuovo.

In termini di prestazioni strumentali lo stadio passivo mostra certamente risultati più scarsi. Il controllo attivo della funzione di trasferimento, operata attraverso una rete di controreazione ed un qualsivoglia operazionale, ha performance che derivano proprio dal modo di operare della rete di feedback. In termini musicali, quindi di sensazioni di ascolto, si rilevano invece differenze che fanno pesare nettamente la bilancia a favore dello stadio passivo. L’equilibrio timbrico aumenta e le colorazioni scompaiono. Sono sensazioni nette, ben percepibili. In un primo tempo si è spaventati perché il suono diventa più esile, meno presente. Un’analisi più attenta lascia a bocca aperta. Quello che si nota è una percezione più netta dei dettagli, eliminando le colorazioni molte informazioni emergono e si portano allo stesso livello delle altre, in questo modo è tutto più definito e percepibile. È come guardare uno splendido paesaggio in una bella giornata, sotto una luce troppo forte, riverberante: saremo colpiti da alcuni dettagli ma molti saranno soffocati da questa luminosità; al contrario se questa diviene più tenue le immagini saranno più nette e lo sguardo potrà spingersi ad apprezzare i particolari più minuti con meno fatica.

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mercoledì 02 luglio 2014


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